Real Estate NewsLetters Archive

Gli ispanici investono nell'immobiliare?

Perché la proprietà delle case tra gli ispanici non sale nonostante il loro aumento tra la popolazione degli Stati Uniti?



Gli ispanici rappresentano il segmento della popolazione degli Stati Uniti che cresce più rapidamente, ma restano sempre fuori dalla proprietà delle case a causa dei rigidi standard di autorizzazione al credito.

Gli ispanici costituiscono il 17% della popolazione e, secondo le previsioni, diventeranno più del 30%, rappresentando un potere economico e politico su cui contare. Potrebbero contribuire ad accrescere il tasso di proprietà delle case, in calo a livello nazionale. Non raggiungeva livelli tali dai tempi della Guerra Fredda, quando era del 63,7%. Nel 2015, è risceso al 63,8%.

Il problema per gli ispanici, che registravano un tasso di proprietà del 45,4% nel 2014, è che non rientrano nei criteri generali per la misurazione dei meriti creditizi. Nel Sud della Florida, in realtà, la percentuale è più alta rispetto al resto degli Stati Uniti, nonostante la loro tendenza a possedere una casa sia minore rispetto alla media degli altri abitanti locali. Nella contea di Miami-Dade, il 52% degli ispanici possiede una casa, mentre in tutto il Paese la percentuale è del 56%.

La causa di tutto ciò è la mancanza di sistemi accurati per stabilire un modello di punteggi accurato per queste comunità. Infatti, è più probabile che paghino in denaro contante o che uniscano le loro risorse con altri membri della famiglia.

Gli attuali modelli di credito risalgono agli anni '80, ma non rappresentano gli unici metodi di pagamento esistenti. Questo non è un bene perché limita l’accesso ai prestiti.

Nel Sud della Florida, è più difficile per gli ispanici ottenere un mutuo: il 24% dei prestiti sono stati negati agli ispanici contro il 18% ai bianchi.

È assurdo realizzare che 26 milioni di americani sono invisibili dal punto di vista del credito, cioè non hanno nessuna credit history. Il 15% di questi sono afro-americani o ispanici.

Il report sui crediti si basa sui punteggi FICO, stabiliti nel 1956 per accedere al rischio di credito dei consumatori. Dipende dallo storico dei pagamenti, dal reddito del richiedente e dai debiti a suo carico.

Nella maggior parte dei casi, coloro che comprano la loro prima casa spendono gran parte dei loro budget nell’affitto. Le agenzie di credito non registrano questi pagamenti e questo è un grande passo falso.

Inoltre, gli standard di concessione dei prestiti dopo la crisi sono diventati più rigidi. Per esempio, i pagamenti relativi al cellulare non contano per la credit history. Gli ispanici hanno iniziato ad evolversi in un ambiente senza crediti.

C’è un’alternativa ai punteggi FICO chiamata VantageScore. Questo considera uno storico dei pagamenti più ampio, che comprende l’utilizzo di credito in periodi di tempo più brevi. Secondo questo sistema, 35 milioni di consumatori sono esclusi dai modelli FICO nonostante abbiano potenzialmente i requisiti per ottenere un mutuo.

Dato che questi modelli sono antichi, la Federal Housing Finance Agency ha deciso di insistere su alternative per verificare i credit score nei modelli per la concessione dei prestiti. A quale scopo? Si pensa che tra 30 anni, le condizioni demografiche negli Stati Uniti saranno molto differenti e l’accesso al credito tenderà a salire. Per questo, è fondamentale educare le persone all’importanza del credito negli Stati Uniti.

Articoli Correlati

Le vendite allo scoperto a Miami-Dade stanno scomparendo

Le vendite allo scoperto a Miami sono diminuite rispetto all’anno scorso. Allo stesso modo, sono calate anche le insolvenze dei pagamenti dei mutui da parte dei proprietari di casa. L’inventario delle case in vendita allo scoperto in Florida nell’ultimo anno